PROGETTI

Turoldo dice: “ Sbagliarsi su Dio è un dramma, è la cosa peggiore che possa capitarci, perché poi ci sbagliamo sul mondo, sulla storia, sull’uomo, su noi stessi. Sbagliamo la vita.” E il Dio di cui ci racconta Turoldo non è mai il Dio della guerra, il Dio della rappresaglia, del potere, ma solo il Dio della pace. Il vero santuario è la cella del cuore, dove si trova Dio, dove si incontra l’altro. Un reading teatrale-musicale che racconta la bellezza del cammino come fonte di ricchezza, dove l’incontro con l’altro genera nuova vita, dove l’amore è la risposta, narrato attraverso le parole e i versi poetici di Padre David Maria Turoldo. Un’ora in cui la musica composta appositamente per la performance, non accompagna solo la narrazione, ma diventa parte pregnante del tutto. 

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“La Prima Guerra Mondiale ha portato un cambiamento radicale del volto di un’intera generazione e di una intera società. 
I ragazzi del ‘99 hanno rappresentato nell’immaginario dell’Italia del dopo guerra e per un cinquantennio almeno, il fiore della gioventù che per la Patria ha combattuto, si è sacrificato, immolato e ha vinto. Non che prima non ci fossero stati altri ragazzi in guerra ma dovendo eleggere dei campioni, gli ultimi diciassettenni andati al fronte son stati la scelta naturale: i rappresentanti di un paese giovane che costruiva la propria identità, finora incerta, sulle gesta eroiche di ragazzi che dal Piave son riusciti a ribaltare un conflitto che sembrava disperato. Degli eroi. E mentre gli uomini erano al fronte, le donne lavoravano nelle fabbriche, cercavano di sostenere la famiglia e in alcune aree del nostro paese hanno avuto un ruolo determinante anche per l’approvvigionamento delle prime linee. Allo scoppio del primo conflitto mondiale, in Carnia più di 2.000 donne tra i 12 e i 60 anni accettarono volontariamente di fare le portatrici per rifornire le prime linee italiane caricandosi in spalla fino a 30-40 chili di rifornimento (munizioni, cibo, medicinali, attrezzi, di tutto) li trasportavano fino al fronte.
A rischio della vita.
Due spettacoli che raccontano due storie diverse: quella del soldato, il ragazzo del ‘99, e quella della portatrice che riforniva le prime linee, le trincee in cui i soldati hanno combattuto.
Due voci che da un punto di vista differente ma contemporaneo raccontano la vicenda della guerra con uno sguardo vero, profondo e umano, osando sussurrare sogni che possano sconfiggere la paura per dare spazio alla speranza di una vita migliore, senza guerra.”

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“1910, Francia, Alpi provenzali. Un giovane esploratore solitario si avventura in una zona deserta, senza alberi e senza alcun segno di civilizzazione eccetto dei ruderi di pochi villaggi diroccati. In questa desolazione il ragazzo incontra un pastore silenzioso che lo ospita nella sua modesta e dignitosa casa. Il giorno dopo l’esploratore scopre che da molti anni quell’uomo solitario pianta in tutta quella zona arida con instancabile meticolosità cento ghiande ogni giorno, dalle quali, confida al ragazzo, spera di veder crescere diecimila querce…”.
Questa è la storia che Davide Dolores e Davide Peron raccontano, una vicenda semplice ma straordinaria nella sua limpidezza, che insegna il rispetto per la natura e quindi per la vita nella sua totalità, compresa la vita di noi esseri umani.

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Come accadeva durante il filò dei tempi antichi, storie di contrada che si tramandavano di padre in figlio venivano raccontate alla luce del fuoco.
Fòla de raìsa è un ensemble di storie del primo ‘900 inedite, conosciute solo oralmente, arrivate ai nostri giorni grazie alla memoria degli anziani che ancora oggi intrattengono i nipotini con racconti di epoche lontane.
Un dialogo costante tra parola e musica per dare voce a personaggi e a vicende poco note.
La musica a cura di Davide Peron, cantautore vicentino, è stata scelta appositamente in base alla narrazione dell’attrice Eleonora Fontana.
I racconti sono stati raccolti e selezionati dalla storica e scrittrice Raffaella Calgaro che da sempre si impegna a rendere noti fatti sconosciuti ai più che meritano di essere conosciuti.

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Un diario rimasto nel cassetto del comodino per anni. Un diario che quasi non si poteva nominare, perché il dolore raccontato in quelle pagine era così forte, che il lavoro nei campi non riusciva a far dimenticare. Luigi Santacaterina, è stato internato in un campo di lavoro in Germania durante la seconda guerra mondiale.La sua storia è raccontata da Maria, sua moglie, attraverso la voce di Eleonora Fontana. Le musiche che accompagnano, quasi come un canto evocativo, sono di Davide Peron. Luigi non ha mai voluto raccontare i tormenti vissuti, non aveva parole per spiegare cosa vuol dire sopravvivere ad un amico che ti muore vicino.Tutto ciò che si sa, è contenuto in un diario che Luigi Santacaterina ha scritto durante il periodo di prigionia. “Il Fante Luigi Santacaterina ha avuto la Croce al Merito di Guerra per l’internamento in Germania.Questa è la storia di un uomo semplice, che ha combattuto come tanti altri, e che è riuscito a tornare a casa.Luigi è morto il 26 Febbraio 1984 . Maria il 03 Gennaio 2015, molto tempo dopo di lui. Ora sono di nuovo insieme, mano nella mano.

Qualunque guerra stiamo combattendo, non ha importanza, perchè se l’amore e il bene ci accomunano, è la mano che dobbiamo porgere all’altro, chiunque esso sia.”

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Il “Concerto in Dialogo” ‘è una serata di confronto nell’arte dove musica e parola si incontrano: si affrontano tematiche quali l’amore, la vita e la fatica di ogni giorno. Ci si interrogherà su come si possa oggi essere coraggiosi, sul desiderio continuo dell’uomo di trovare delle risposte a domande più grandi di noi che continuamente si presentano. Si proverà a rispondere a tutto ciò cantando e parlando, in un inedito “Concerto in Dialogo” tra il cantautore Davide Peron e un portavoce della Chiesa. Davide canterà le sue emozioni, le sue paure, la sua felicità e le sue domande, mentre il Religioso risponderà con la parola, sottolineando l’importanza, più che di una verità certa ed indiscutibile, della ricerca di quella verità che, per i credenti, Cristo ha testimoniato.

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Cibo e vino rappresentano da sempre il piacere e il sostentamento della vita.  La musica la racconta. Davide Peron, è il cantautore vicentino che parla del nostro territorio, delle nostre montagne, della semplicità delle cose e dei ritmi lenti della vita che danno il tempo di assaporare e ascoltare ciò che c’è attorno a noi. In questo concerto molto particolare assieme a Davide c’è lo storico Umberto Simonato che racconta aneddoti e vecchie storie riguardo il vino e l’umanità che in qualche modo ha a che fare con questo prodotto. Con questo modo genuino di cantare e raccontare questi aspetti legati al vino, al cibo e alle storie degli uomini che li producono e li consumano, questo dialogo tra Davide e Umberto rappresenta simbolicamente l’anello di congiunzione del tema. 

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