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Registrato e mixato presso l' X-Land Studio di Zugliano (Vi)
da Sandro Franchin , Beppe Cunico e Alberto Gaffuri contiene
nella prima edizione 13 canzoni.
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Lo studio scelto per l'estrema affidabilità tecnologica e
per la naturalezza del suono si è rivelato fondamentale per
la buona riuscita del lavoro grazie anche all'ottimo
affiatamento tra tecnici e musicisti.
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La scelta artistica è stata quella di privilegiare il suono
acustico che in questo caso è al servizio delle parole, come
nella tradizione dei cantautori italiani.
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La sezione ritmica è composta da Alessandro Filippi al Basso
elettrico e da Luca Nardon alle percussioni, i fiati
(clarinetto
basso e flautodolce) sono suonati da
Giovanni Forestan,
alla
chitarra solista troviamo Andrea
“Manne” Ballarin che ha curato anche gli arrangiamenti e le
parti di charango.
I cori sono di Giuseppe Lopizzo, la
fisarmonica e l'armonium sono stati suonati da Giuliano Cremasco e alla voce e alla chitarra d'accompagnamento
Davide Peron.
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Ospite in alcune parti di chitarra è Roberto Dalla Vecchia ,
maestro Italiano nello stile Flatpicking.
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Le 13 canzoni scritte da Davide sono state rivedute e
corrette dalla poetessa dialettale Miranda Bille che qua e
là ha smussato alcune incongruenze e licenze poetiche.
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I testi semplici ma mai banali rispecchiano l'anima
dell'autore che con occhi di bambino cerca di interpretare
la realtà quotidiana del ricco e opulento Nord-Est, tra
l'altro l'artista laureato in scienze
dell'educazione,
lavora in una comunità di recupero dalle dipendenze e ciò lo
pone quotidianamente a confronto con il dolore e la
sconfitta, con i problemi e le soluzioni, con l'anima e con
l'istinto, con l'amore e l'odio.
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Nell'ascolto
dell'album i sentimenti ed i valori, così maltrattati dalla
società contemporanea, riemergono in tutta la loro forza
naturale e semplicità.
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Canzoni come “Poveri Sentimenti” e “Mistero Piccolo”
riescono ad emozionare proprio se ascoltate senza
pre-concetti, “Aria Buona” è ciò che serve!! , è quello che
tutti stiamo cercando, Aria Buona e ciò che la natura ci
chiede e che se non ascoltata si riprenderà.
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“
Sopra e sotto un filo” e “ In equilibrio ” sono, in sintesi,
la precarietà della vita,
sono gli errori ed i percorsi che
ognuno di noi deve fare per realizzarsi o almeno per provare
a farlo e per non avere rimpianti.
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La speranza di “V'è un angolo di luce” muove da luoghi
lontani, profuma di terra e di contadini, racconta di mondi
oramai sepelliti da zone industriali che però ritrovi appena
entri nelle nostre valli o appena sali nei nostri monti,
dove perfino il “Vento” ti può
raccontare una storia, quella
del nemico che và rispettato “ Nell'ora del tempo” perchè è
pur sempre un Uomo come te “Le forme Sante” e comunque vada
la vita, ci sarà sempre un domani,
un momento di tranquillità
domestica, dove anche i più piccoli gesti sono fatti con la
giusta calma perchè a tutto il resto “Ci pensiamo domani”.
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Dopo ripetuti ascolti questo per me alla fine è un bel disco
d'amore, d'amore per la tradizione, per la cultura e per i
luoghi, d'amore per le persone e per il lavoro, al tempo
stesso un disco d'Amore quello vero che “Se lo afferri non
esiste”.
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Canzone popolare, folk,
soul,
blues,
country, echi di jazz ....
i generi musicali sono nell'orecchio di chi ascolta, quello
che mi sento di dire dopo vent'anni di ascolti è che forse
siamo di fronte ad un disco di Nuovo Folk Italiano.
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Bruno Pietrobelli
TOP-MUSIC