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MUSICA E PAROLA: DOMANDE E RISPOSTE IN UN CONCERTO DIALOGATO Ci si è fatti delle domande, sabato 2 ottobre, alle 20.30, al Convento dei Cappuccini. Ci si è chiesto cosa sia l’amore, come si possa, oggi, essere coraggiosi, come si debba chiamare il nostro connaturato desiderio di dare delle risposte a domande più grandi di noi, come sia la vita di un frate cappuccino nell’Italia del 2010, come si possa esprimere ciò che si è e come fare di quell’espressione un dono per gli altri. E ce lo si è chiesto cantando e parlando, in un inedito “concerto in dialogo” tra il cantautore Davide Peron e Fra’ Dino. In una chiesa gremita Davide ha cantato le sue emozioni e le sue paure, la sua felicità e le sue domande, mentre Dino ha risposto con la parola, sottolineando l’importanza, più che di una verità certa ed indiscutibile, della ricerca di quella verità che, per i credenti, Cristo ha testimoniato. Davide Peron è nato a Schio nel 1974 ed ha già all’attivo prestigiose collaborazioni: da anni lavora a fianco di LiberaVeneto per contribuire con la sua musica alla lotta contro le mafie (la sua canzone più famosa, “La Pallottola”, è inno dell’associazione stessa) e le sue canzoni sono state ascoltate, tra gli altri, da Roberto Saviano, Rita Borsellino, Marco Travaglio, Piero Grasso e Armando Spataro. Davide, accompagnato da Andrea Ballarin alla chitarra, Alessandro Filippi al basso, Giovanni Forestan al clarinetto basso, Arrigo Axia alle percussioni e Giuliano Cremasco alle tastiere, ha proposto brani tratti dal suo secondo album “Aria Buona”, da “Vento” a “Poveri Sentimenti”, da “V’è un angolo di luce” a “Mistero Piccolo”, da “In equilibrio” a “Ci pensiamo domani”. Insieme, Dino e Davide, come due amici di vecchia data, hanno cantato e parlato, di fede e di Dio, di credenti e di coloro che ricercano un credo, di sentimenti “poveri” e di sentimenti semplici, di chiese e di Chiesa, di matrimoni e di celibati, di accoglienza e di paura, di messe ascoltate per consuetudine e di riti non partecipati per coerenza, di profondità e superficialità, di convenienze e di convinzioni. Davanti a loro, un pubblico attento e partecipativo, curioso di ascoltare questo dialogo particolare, a metà tra la musica e la parola, a metà tra la fede e la ragione, a metà tra il gioco e la serietà. Una bella occasione di confronto, una di quelle iniziative che andrebbero proposte più spesso, perché la gente, credente o meno, possa avvicinarsi a problemi e domande profonde e ascoltare risposte, seppur non definitive, costruite insieme da persone che, erroneamente, possono sembrare lontane tra loro come un cantante ed un frate ma che, anche se in modi diversi, cercano entrambe la stessa verità. Camilla Mantella per Bollettino del Duomo di Schio
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